
IT sostenibile: come la normativa CSRD sta cambiando le aziende
Con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), l’IT sostenibile è diventato uno specifico obbligo di rendicontazione: dall’esercizio finanziario 2024, l’UE ha inasprito drasticamente i requisiti per la rendicontazione della sostenibilità. I reparti IT devono rilevare in modo specifico i consumi energetici, le emissioni della catena di fornitura e altri fattori, e documentarli nella relazione sulla sostenibilità.
IT sostenibile: in sintesi
- Dall’esercizio finanziario 2024, l’IT è un ambito specifico di rendicontazione ai sensi della CSRD.
- Il reporting CSRD richiede dati ESG standardizzati e verificabili, inclusi indicatori legati all’IT come i consumi energetici e le emissioni Scope 3 della catena di fornitura a monte e a valle.
- Chi è interessato dalla CSRD? Le grandi aziende rendicontano già dal 2024; ulteriori fasce dimensionali di aziende seguiranno gradualmente fino al 2028.
- La sostenibilità ambientale nell’IT si riflette principalmente in tre aree d’intervento: gestione del ciclo di vita, efficienza energetica ed emissioni Scope 3.
Cosa significa IT sostenibile nel contesto del reporting CSRD?
Con la nuova direttiva CSRD, l’UE amplia significativamente la direttiva esistente sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD). L’attenzione si concentra anche sulle misure relative alla Green IT, che riducono il consumo di risorse, abbassano le emissioni e migliorano la trasparenza durante l’intero ciclo di vita dell’IT.
Gradualmente, un numero sempre maggiore di aziende dovrà rendicontare secondo gli ESRS standardizzati, inclusi indicatori verificabili. Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono gli standard di rendicontazione uniformi dell’UE che coprono gli aspetti ambientali, sociali e di governance. I report sono parte obbligatoria della relazione sulla gestione e devono essere sottoposti a revisione esterna (“limited assurance”).
L’attenzione non si concentra soltanto sull’efficienza energetica con cui operano server, endpoint e reti, ma anche sulla gestione dei dispositivi obsoleti, sulle emissioni della catena di fornitura e sugli standard sociali.
CSRD: chi è interessato e cosa significa per l’IT?
Inizialmente sembrava che anche molte piccole e medie imprese dovessero rientrare nell’obbligo di rendicontazione. Tuttavia, nel 2025 i futuri requisiti di rendicontazione CSRD sono stati nuovamente semplificati in modo significativo, e oggi si può affermare che soprattutto le grandi aziende dovranno occuparsi del reporting CSRD in futuro. Cosa significa concretamente per l’IT?
Se questi aspetti sono stati classificati come rilevanti per l’azienda, i reparti IT devono fornire i seguenti dati per la relazione CSRD:
- Consumo energetico totale (endpoint, server, rete)
- Fine vita dei dispositivi (riciclaggio e smaltimento)
- Emissioni Scope 3 derivanti dall’approvvigionamento hardware (Scope 3, categoria 1: beni e servizi acquistati)
- Conformità agli standard sociali nelle catene di fornitura (ad es. diritti umani nella produzione dell’hardware)
- Rischi IT generali come aspetti rilevanti della sostenibilità (cybersecurity nel contesto della governance ESG)
Senza una gestione strutturata dell’inventario IT e una gestione automatizzata dei dati, il reporting CSRD diventa manuale, soggetto a errori e rischioso in termini di audit.
Sostenibilità nell’IT: cosa devono considerare ora le aziende
Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e adempiere agli obblighi di rendicontazione crescenti, le aziende devono considerare l’intero panorama IT. Le seguenti tre aree d’intervento sono particolarmente rilevanti per la sostenibilità nell’IT:
1. Gestione del ciclo di vita
- Prolungare la durata dei dispositivi (da 3 a 6 anni), riparare e ricondizionare invece di acquistare dispositivi nuovi e documentare i processi di smaltimento. L’analisi DEX consente una gestione del ciclo di vita basata sulle esigenze, a partire da dati relativi a prestazioni, stabilità e feedback degli utenti.
2. Efficienza energetica
- Power management tramite UEM, virtualizzazione, monitoraggio per endpoint, coding ottimizzato dal punto di vista energetico, aggiornamenti automatizzati e cicli di supporto lunghi. Il performance scoring DEX fornisce metriche tecniche (utilizzo di CPU, RAM e I/O per endpoint), identifica i sistemi inefficienti (sovraccarico, sottoutilizzo, sistemi ad alto consumo di risorse) e consente l’ottimizzazione del software → riduzione dei consumi energetici grazie a un utilizzo ottimizzato.
3. Emissioni Scope 3 derivanti dall’hardware
- Le emissioni Scope 3 sono tutte le emissioni indirette nella catena di fornitura a monte e a valle. Per l’hardware IT, la maggior parte delle emissioni viene generata durante la fase di produzione (estrazione delle materie prime, trasformazione, assemblaggio). Valutare i fornitori, documentare le emissioni di CO₂ per asset e preferire fornitori certificati. Le decisioni guidate dai dati DEX portano a un minor numero di nuovi acquisti e a cicli di refresh più lunghi.
Gli strumenti UEM e DEX possono fornire supporto operativo in tutte e tre le aree d’intervento:
- baramundi Management Suite (UEM): inventario centralizzato degli asset (per ID asset, tipologia e data di acquisto), policy automatizzate di power management (sleep/shutdown), virtualizzazione, gestione centralizzata dei dispositivi obsoleti ed estrazione dei dati per il reporting ESRS (CSV, API)
- baramundi Proactive Hub (DEX): performance scoring (utilizzo di CPU, RAM e I/O per endpoint), feedback degli utenti (soddisfazione, prestazioni percepite), identificazione dei sistemi inefficienti (sovraccarico, sottoutilizzo, sistemi ad alto consumo di risorse), metriche elettriche per gli indicatori EPD ed ESRS E1 e telemetria continua invece di istantanee
L’efficienza energetica come chiave per un IT sostenibile
Uno degli obiettivi centrali della sostenibilità nell’ambito della CSRD è ridurre i consumi energetici, e l’IT può fornire un contributo significativo in questo ambito. Tuttavia, molte aziende si trovano di fronte alle seguenti domande:
- Quali risorse consuma realmente il nostro IT?
- Dove esiste un potenziale di risparmio non sfruttato?
- Quali misure possono essere implementate immediatamente?
L’efficienza energetica nell’IT può spesso essere
migliorata rapidamente, ad esempio attraverso una gestione mirata dei dispositivi, aggiornamenti centralizzati o modalità di sospensione automatizzate. Ciò contribuisce a ridurre nel
lungo periodo il consumo di energia elettrica, consentendo al contempo di risparmiare sui costi operativi.
Reporting CSRD: una panoramica dei nuovi requisiti
Poiché numerosi dati sulla sostenibilità provengono dai sistemi IT o vengono elaborati al loro interno, l’IT svolge un ruolo centrale nel soddisfare i requisiti della CSRD. Le principali modifiche in sintesi:
- Più aziende soggette agli obblighi di rendicontazione: anche le aziende non quotate saranno tenute a rendicontare in materia di sostenibilità
- Informazioni più dettagliate: ad es. su consumi energetici, emissioni, uso delle risorse o diritti umani
- Standard di rendicontazione uniformi: introduzione dell’ESG (Environmental, Social, Governance) come quadro di valutazione
- Audit esterno: le relazioni sulla sostenibilità saranno soggette a revisione
Ciò significa che le aziende che non sono in grado di documentare le dichiarazioni sulla sostenibilità legate all’IT resteranno indietro, sia in sede di audit sia nei confronti degli stakeholder.
Conclusione: l’IT sostenibile come parte centrale della strategia di sostenibilità
Con la CSRD, la sostenibilità diventa misurabile e soggetta a obblighi di rendicontazione. Ciò porta maggiormente al centro dell’attenzione anche l’IT, poiché influenza i consumi energetici, l’uso delle risorse e le emissioni durante l’intero ciclo di vita dei dispositivi.
DEX fornisce la base dati per rendere operativa la sostenibilità: invece di fornire audit puntuali, mette continuamente a disposizione dati di telemetria, consentendo ai team IT non solo di reagire, ma anche di gestire in modo proattivo. L’IT sostenibile non è quindi soltanto una questione di compliance. Misure come periodi di utilizzo più lunghi, un funzionamento più efficiente dal punto di vista energetico o approvvigionamenti a minori emissioni possono sostenere contemporaneamente gli obiettivi ambientali e ridurre i costi, a condizione che sia disponibile la necessaria trasparenza su dispositivi, processi e dati di consumo. Strumenti come la baramundi Management Suite forniscono la base dati necessaria.
In questo modo, l’IT diventa non solo un motore della digitalizzazione, ma anche un tassello importante di una strategia di sostenibilità di successo.


