
Data residency: la localizzazione dei dati non equivale alla sovranità dei dat
La data residency determina dove vengono memorizzati i dati (data location) e chi può accedervi (data sovereignty). In un panorama IT sempre più basato sul cloud, l'attenzione si estende oltre i dati aziendali e personali fino a includere i dati e i metadati di endpoint management. Decidere dove archiviare i dati, bilanciando efficienza, conformità normativa e gestione del rischio, è diventata una priorità strategica.
Data Residency – In sintesi
- Nelle infrastrutture cloud, le posizioni di archiviazione per i dati e i metadati degli endpoint stanno diventando priorità IT fondamentali, insieme a quelle per i dati aziendali e personali.
- L'archiviazione locale, in particolare nell'UE, aumenta la certezza giuridica e la fiducia, ma non offre una protezione completa contro gli accessi non autorizzati.
- La data sovereignty sta diventando cruciale per le aziende, perché controllare l'accesso ai dati è spesso più importante del luogo in cui sono memorizzati.
- Per i sistemi business-critical, è consigliata una data residency locale o basata nell'UE per garantire sovranità digitale e autonomia operativa.
La valigia diplomatica attraversa i confini internazionali senza essere soggetta a ispezione, perché è disciplinata esclusivamente dalle leggi del paese del mittente.
Le aziende impegnate nel business internazionale vorrebbero una protezione paragonabile per i loro dati più sensibili.
Tuttavia, nel mondo digitale non esistono protezioni di questo tipo. Per molte aziende, invece, la questione riguarda la data residency, cioè la posizione fisica dei dati
archiviati e chi ne è proprietario. Questo aspetto è diventato sempre più importante negli ultimi anni, poiché le imprese hanno spostato i processi IT nel cloud per migliorare
l'efficienza.
Cos'è la data residency?
La data residency si riferisce al luogo in cui i dati sono fisicamente memorizzati e ai framework legali che determinano quali leggi, regolamenti e diritti di accesso governativo si applicano a tali dati, indipendentemente dal paese in cui ha sede l'azienda. Per molte imprese, la data residency è un fattore chiave della sovranità digitale, in particolare negli ambienti IT basati sul cloud.
Data Residency e dipendenza dai provider cloud
Negli ultimi anni, l'instabilità geopolitica crescente ha portato molti decisori a chiedersi se non siano diventati eccessivamente dipendenti da servizi cloud ospitati in altri
paesi. Secondo il Cisco
2025 Data Privacy Benchmark Study, che ha coinvolto oltre 2.600 professionisti della sicurezza e della privacy in 12 paesi, il 90% delle organizzazioni considera l'archiviazione locale dei
dati intrinsecamente più sicura.
Due temi di gestione del rischio sono in primo piano:
- Quanto sono protetti i dati aziendali proprietari archiviati nel cloud contro l'accesso da parte di concorrenti o agenzie governative straniere?
- L'accesso alle risorse cloud sarà messo a rischio nei periodi di conflitto geopolitico?
L'atto d'accusa da parte della Corte Penale Internazionale (ICC) dell'Aia contro il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu per le azioni militari israeliane a Gaza
illustra questi rischi. Il governo degli Stati Uniti, guidato dall'alleato di Netanyahu Donald Trump, ha reagito all'atto d'accusa bloccando l'accesso del procuratore capo e dei
giudici della ICC a servizi cloud statunitensi di posta elettronica, viaggi, pagamenti e altri servizi, da qualsiasi luogo nel mondo.
Sebbene la ICC sia maggiormente esposta a pressioni politiche internazionali, il caso ha dimostrato che aziende e altre organizzazioni dovrebbero prestare la massima attenzione al
luogo in cui vengono archiviati i dati aziendali e alla possibilità di continuare a operare in modo efficace se l'accesso a tali dati viene negato.

Argomenti a favore della data residency nell'UE
Anche in assenza di turbolenze politiche, ci sono buoni motivi per cui le aziende scelgono una data residency locale. Per le organizzazioni con sede nell'UE, ciò significa una posizione all'interno dell'Unione Europea:
- Network latency: Spesso i dati devono essere memorizzati vicino alla loro origine per garantire un'elaborazione a bassa latenza. Ad esempio, la videosorveglianza basata su AI in uno stabilimento richiede un accesso rapido ai dati per risposte tempestive agli incidenti.
- Regolamentazione: Il GDPR vieta il trasferimento di dati personali verso paesi terzi che non forniscano un livello di protezione dei dati comparabile. La sentenza Schrems II del 2020 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che i contratti commerciali richiedono una valutazione caso per caso per verificare se la normativa statunitense garantisca una protezione dei dati equivalente. A seconda del settore, questo crea un obbligo de facto di elaborare i dati all'interno dell'UE, ad esempio i dati dei pazienti nel settore sanitario.
- Fiducia: Gli hyperscaler archiviano i dati dei clienti europei all'interno dell'UE e dichiarano di prevenire accessi non autorizzati tramite misure tecniche e partnership locali. Tuttavia, sono soggetti al CLOUD Act (Clarifying Lawful Overseas Use of Data) statunitense e ad altre leggi che consentono alle autorità USA di accedere ai dati ospitati da provider cloud statunitensi indipendentemente dalla loro ubicazione e di proibire agli operatori cloud di informare i propri clienti. Di conseguenza, alcune aziende utilizzano "canary files" per rilevare accessi non autorizzati e scelgono fornitori locali affidabili.
Non sottovalutare i dati di IT management
Le questioni di data residency si estendono oltre i segreti commerciali e i dati personali. In seguito alle rivelazioni di Edward Snowden nel 2013 sulla sorveglianza governativa dei sistemi
digitali, i responsabili IT hanno compreso che la data residency riguarda anche i dati e i metadati provenienti dai sistemi di unified endpoint management (UEM) e da altri sistemi
di IT management. Gli strumenti di amministrazione IT consentono l'accesso a sistemi che archiviano informazioni aziendali, ingegneristiche e di prodotto altamente sensibili. Anche
i metadati di rete possono fornire una miniera di informazioni preziose per organizzazioni governative e private impegnate in attività di spionaggio.
Per i team IT la conseguenza è chiara: scegliere in modo strategico la posizione dei propri asset digitali e mantenere sempre il controllo sui dati provenienti dai sistemi UEM e dagli altri
sistemi IT.
Non c'è nessun motivo per non utilizzare strumenti basati sul cloud per la gestione quotidiana dei client Windows. Tuttavia, gli endpoint business-critical, come i laptop dei
dirigenti o i server Linux utilizzati nei reparti di ricerca, dovrebbero essere gestiti tenendo conto della data residency, idealmente tramite una soluzione on-premises, un MSP
locale affidabile o un partner consolidato con sede nell'UE per le organizzazioni europee.
Data Residency e sovranità digitale: conta l'accesso, non la posizione
Il principio operativo di base per gli amministratori IT era un tempo my server, my data, my control. Oggi, invece, i dati sono costantemente in movimento senza le
protezioni dell'immunità diplomatica. Questo pone nuove sfide per i responsabili aziendali in termini di controllo, sicurezza e sovranità sui dati.
Con gli strumenti giusti, gli amministratori possono applicare in modo coerente processi di data
hygiene per garantire integrità e aggiornamento dei dati e pratiche di data residency corrette che mantengono sempre sotto controllo i dati archiviati e in transito. Idealmente, questa
visibilità include i metadati provenienti dai sistemi di endpoint management. In questo contesto, i sistemi UEM che supportano un funzionamento simultaneo e parallelo in ambienti
cloud-based e on-premises sono particolarmente preziosi.
I team IT che vogliono mantenere la sovranità sui loro dati più sensibili dovrebbero inoltre scegliere con attenzione sia la posizione di archiviazione sia il framework legale
applicabile a tali dati. Ciò che conta di più non è il luogo in cui i dati sono memorizzati, ma chi è autorizzato ad accedervi.
Best Practice Guide: Rafforzare la sovranità digitale
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